La dichiarazione dei redditi 2015 si avvicina, e come ogni anno riceviamo tantissime richieste di informazioni su eventuali variazioni circa le spese di gestione che un professionista (o freelance!) può dedurre dalle tasse. Per agevolare i nostri assistiti e i nostri lettori abbiamo perciò deciso di dedicare un breve articolo all’argomento, nella speranza che vi sia utile a destreggiarvi in quella giungla intricata in cui vi addentrate ogni volta che vi accingete a pagare le tasse.

In sintesi possiamo dire che, a differenza delle imprese (che ragionano per competenza), per prefessionisti ed i freelance (che seguono un regime di cassa) vengono conteggiati solo gli introiti riscossi nell’anno fiscale, e lo stesso vale per le spese ordinarie (e relativa IVA), verificabili mediante scontrino, ricevuta fiscale, ritenuta d’acconto, fattura, etc., delle quali consideriamo esclusivamente quelle sostenute nello stesso periodo.

Rientrano in quest’ultime:

  •  spese di locazione dello studio, utenza telefonica fissa, cellulare, utenza internet, acqua, luce, gas, spese condominiali, eventuali altre spese di logisticapulizieristrutturazioni, etc.;
  • acquisti di beni strumentali (computer, laptop, smartphone, tablet, hardware in generale, software, stampanti, fax, etc.) adibiti allo svolgimento dell’attività professionale;
  • spese per l’acquisto di materiale di consumo, cancelleria, spese postali, etc;
  • spese per acquisto di materiali adibiti ad aggiornamento professionale (libri, eBook, riviste di settore, abbonamenti a testate online, etc.);
  • spese per eventuali collaborazioni o incarichi affidati a terzi (in regime di lavoro dipendente o occasione);

In un regime fiscale ordinario tutte le spese succitate sono scaricabili fino al 100% dell’importo corrisposto. Restano però ancora numerose voci di spesa parzialmente deducibili, tra le quali:

  • spese relative alla partecipazione a eventi, congressi, convegni, corsi o workshop di aggiornamento professionale, che possono essere dedotte fino a un massimo del 50%;
  • spese sostenute per attività di rappresentanza (viaggi effettuati per eventi e altre attività promozionali, inaugurazioni, feste, omaggi acquistati per i clienti, attività diverse di relazioni pubbliche, etc.), possono essere dedotte solamente al 75% nel limite dell’ 1% dei compensi percepiti se rispondono a requisiti generali di inerenza e l’IVA (purtroppo) non può essere detratta;
  • spese per utenze telefono fisso e mobile, deducibili fino all’80% (l’IVA invece può essere dedotta fino al 100% che scende al 50% nel caso di uso promiscuo);
  • spese di utilizzo automobile, proporzionali al tasso di ammortamento di quest’ultima, deducibile al 20% fino ad un massimo di € 18.076,00 (80% fino ad un massimo di € 25.822,00 per agenti e rappresentanti). Stessa percentuale per le spese di manutenzione e l’acquisto del carburante che possono essere dedotte fino al 20% (40% ai fini IVA);
  • spese di locazione e utenze per residenza promiscua (es. abitazione adibita anche a studio professionale), deducibili fino al 50% (IVA esclusa, poiché indetraibile);
  • spese ristorante, alberghi, pranzi e cene non di rappresentanza, etc. possono essere invece dedotte fino al 75% entro un limite del 2% dei compensi percepiti (l’IVA è interamente detraibile se documentata da fattura e indetraibile nel caso di scontrino fiscale);

Questo per quel che riguarda i professionisti che operano in regime ordinario. A tutti i freelance che invece operano ancora in regime “minimi” dedicheremo invece un articolo ad hoc sulle (ahinoi) numerose limitazioni che l’Agenzia delle Entrate impone alla loro capacità di deduzione fiscale. Restate sintonizzati!